2010 - Banca d'Italia, nell'ambito di progetto assegnato a Università di Roma, La Sapienza (F. Vestroni coord.)
with Chiara Calderini, DICAT, University of Genova
L’edificio oggetto di studio risale alla fine degli anni ’30 del
XX secolo e sorge nel quartiere centrale della Spezia nella zona detta
dell’Arsenale. La costruzione è realizzata in muratura di mattoni con cordoli
perimetrali, architravi, travi e solai in cemento armato. Da un punto di vista
architettonico, la costruzione è piuttosto regolare, ha pianta rettangolare e
un cortile interno. Le murature e i materiali impiegati per la costruzione
appaiono di ottima qualità. Lo stato di conservazione è eccellente.
La conoscenza sulla struttura deriva dall’analisi dei documenti
dell’epoca della costruzione (in particolare alcune relazioni di avanzamento
lavori che descrivono tipologia e caratteristiche meccaniche dei materiali
impiegati) e da una ricca raccolta di fotografie che documentano i danni
subiti dall’edificio durante la II Guerra Mondiale. Alcune di queste immagini mostrano
grandi porzioni di muratura private dall’intonaco e permettono di osservare la
buona regolarità e notevole qualità di esecuzione. Analogamente è possibile
individuare un gran numero di elementi in cemento armato realizzati nello
spessore della muratura. In virtù della buona conoscenza delle caratteristiche
strutturali, si è scelto di non procedere a prove meccaniche in sito e di
assumere, come valori di verifica, le resistenze nominali dei materiali
impiegati ridotte del coefficiente di sicurezza previsto dalle norme.
Le caratteristiche del terreno di fondazione sono desunte da un’approfondita
indagine geotecnica effettuata nelle vicinanze dell’edificio, commissionata dal
comune della Spezia.
La verifica della adeguatezza sismica della struttura è
effettuata in accordo con le Norme Tecniche per le Costruzioni (in seguito, NTC) del 2008 e comprende verifiche
in termini di resistenza degli elementi strutturali rilevanti e in termini di spostamento
di interpiano.
L’analisi della struttura è effettuata utilizzando un modello a
elementi finiti lineare realizzato con elementi piani aventi dimensione
caratteristica pari a circa 30 cm. Il modello comprende circa un milione di
gradi di libertà. Le caratteristiche dinamiche della struttura sono valutate
attraverso l’analisi modale.
Le sollecitazioni utilizzate per le verifiche di sicurezza sono
ottenute, per tutti i modi di vibrazione significativi, integrando il campo di
tensione fornito dal modello a elementi finiti. Gli effetti (sollecitazioni e
spostamenti di interpiano) associati a ciascun modo di vibrazione sono
combinati come prescritto dalle NTC, tenendo
in conto l’eccentricità accidentale del centro di massa e la simultanea occorrenza
del sisma lungo le due direzioni principali dell’edificio. I valori delle
sollecitazioni così ottenuti sono confrontati con i valori limite forniti dalle
formule prescritte dalle norme.
La scelta della modellazione lineare della struttura è imposta
dalle caratteristiche dinamiche dell’edificio – in particolare dalla presenza
di due modi di vibrazione accoppiati – ed è discussa dettagliatamente nel
Capitolo 4.
Questa scelta è fortemente penalizzata dalle norme vigenti che, viceversa,
incoraggiano energicamente l’uso di tecniche statiche convenzionali adatte ad
effettuare verifiche di sicurezza in termini di spostamenti (o duttilità).
Sfortunatamente, l’applicazione di tali tecniche al caso in esame appare del
inappropriato, per le molteplici ragioni discusse nella relazione, fra cui l'esistenza di due modi di vibrazione fortemente accoppiati.
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